domenica 14 aprile 2013

Aaron & Caos


Eccolo lì, pimpante, rompiscatole, scassa-timpani. E’ lì che ti guarda con quegli occhioni spalancati e furbi, il codino che genera vortici per la velocità con la quale viene dimenato. E’ incontenibile, non vedi l’ora di trovargli una famiglia, e lui, imperterrito, cerca in tutti i modi di attirare la tua attenzione per farti capire che è lì, è lui, Aaron, quello che aspettavi con ansia e trepidazione, lui che se ne sta lì, il gomito fuori dalla cassa, l’altra zampa sulla testa di suo fratello Altan, ormai sulla via dell’esaurimento nervoso; se ne sta lì, con quegli occhietti vispi che ti seguono ovunque mentre i dentini affondano e distruggono con estrema indifferenza e determinazione la cassa parto che tanto sai che dopo sarà da buttare perché a tale furia non resisterà.
E tu? E tu stai a guardare e non capisci. Sai solo che non lo sopporti più e che gli tireresti volentieri il collo. E così, ecco la famiglia ignara che arriva, “bene”, pensi, e lui se ne và. E poi ti manca. E poi ti penti. E poi è troppo tardi.
Sembra la storia di un grande amore mai consumato, invece è la storia del cane speciale che non hai saputo ascoltare, nonostante il baccano che faceva per farsi notare.
E poi? E poi, dopo un anno, arriva lui, suo figlio…
E ancora una volta la storia si ripete come un vecchio film già visto. Stessa scocciatura, stesso inferno, stessi occhi assassini, stessa voce stridula, stesso gomito fuori dalla cassa parto, che farà sicuramente la stessa fine dell’altra e stesso incredibile sbaglio. Dicono che sbagliando uno impari...
Eppure i segnali erano gli stessi e ancora una volta, la fortuna, che tutti vorrebbero come migliore amica, aveva bussato alla mia porta e in così poco tempo l’una dall’altra, senza che io la riconoscessi. L’unica cosa, senza alcun dubbio, identica alla precedente, era la preghiera che qualcuno si portasse via quel cucciolo infernale, strappasentimenti. Da vero esaurimento. Meglio 100 cuccioli insieme che  lui da solo...
Unico, come il nome che gli diedi : CAOS

(tratto da "I Boxer ed io e fu subito il Caos")