
Scrivo ogni giorno di #Roelands o dei cavalli del branco di #agribizzarraonlus perchè vorrei arrivasse un messaggio forte e chiaro...
Vorrei abituare gli occhi e i pensieri delle persone a considerare nel cavallo le stesse potenzialità relazionali di un cane o di un gatto...
Alcuni tra i miei amici, possessori di cavalli, diranno... bella scoperta.
Allora alzo l'asticella e aggiungo...
"e a vedere la sua libertà come la normalità non come un momento di svago di qualche ora (se veramente fortunati) in un paddock."
LIBERTÀ... una parola immensa.
Un concetto con infinite sfumature...
Quante volte l'ho letta e ascoltata negli ultimi due anni.
È stata abusata e anche stravolta a piacere...
Sono giorni che penso al suo significato più profondo... e per me LIBERTÀ è essere liberi di scegliere.
La libertà di scelta intesa come facoltà di pensare e di agire senza interferenze esterne senza obblighi e costrizioni. Facendo attenzione a non credere di essere liberi ma di fatto imprigionati in schemi mentali dipendenti da svariati fattori. Il peggiore di questi, a mio avviso, è l'ignoranza, dal verbo ignorare, quindi (in questo caso) non usato nella sua accezione dispregiativa.
Se io mostro nei miei post lo stile di vita dei cavalli che vivono liberi in un branco allo stato semi brado e "abituo" a considerare la loro condizione LIBERA come la "normalità" (e come dovrebbe essere) potrebbe anche accadere che di fronte ad un cavallo costretto in un box di 3 x 3 (regolamentare per l'Asl) per un giorno intero, quando poi magari sono più di uno e poi possono diventare anche settimane o mesi, le persone si indignino. E lo facciano con cognizione di causa.
E invece sapete solitamente cosa accade? Accade l'esatto opposto. Succede che di fronte ad un cavallo chiuso in un box, con la sua bella coperta e tutti gli accessori più "di moda", le persone vedano il BENESSERE, mentre se guardano i cavalli liberi di stare insieme, di andare dove pare loro, di rotolarsi nel fango, di stare sotto la capannina, o sotto le piante, o di bagnarsi sotto la pioggia o la neve... hanno il disprezzo dipinto in viso e pensano (quando non dicono) che siano cavalli maltrattati.
Perché? Perché non siamo così liberi come pensiamo dai condizionamenti... E non siamo così informati come dovremmo... E ciò che per noi esseri umani è sinonimo di benessere non sempre è tale per gli animali...
Io trovo che parlare di benessere pensando al cavallo, animale sociale e simbolo per eccellenza della libertà e tenerlo chiuso in un box di 3 x 3 (ma anche 4 x 4 eh!)sia oltremodo ridicolo.
E ora immagino il pensiero.. "E va beh ma libero si fa male, si ammala..." (niente di più falso. Anzi)
oppure... "ma non ci sono strutture dove poterlo tenere in un paddock con i suoi simili..."
Invece sempre più centri offrono la pensione per i cavalli con una gestione "etica"
Abituiamoci a pensare in maniera consapevole ed informata e a distinguere ciò che è meglio per noi, da ciò che è meglio per loro.
Il video che ho postato ritrae due maschi che vivono liberi ed insieme... hanno creato un legame di amicizia tra loro, sono quasi sempre vicini al pascolo e quando riposano, lo fanno a turno perché uno possa sempre vegliare sull'altro.
In questo video stanno facendo "mutual grooming" su criniera e garrese.
Questo atteggiamento, oltre alla pulizia l'uno dell'altro (si tolgono il pelo invernale), riduce notevolmente il battito cardiaco, provocando un piacere reciproco e rafforza il legame tra i compagni...
I cavalli, come ho scritto, sono animali altamente sociali e il mutual grooming è uno dei meccanismi che più influisce sull'unità di un branco. Qui ogni cavallo ha uno o più compagni preferiti con i quali tende a trascorrere buona parte della giornata. Non è raro trovarli a coppie in atteggiamento di protezione, intenti nel mutual grooming o nella posizione coda-testa-coda, nella quale la coda di uno scaccia gli insetti dal muso dell'altro...
E invece noi li teniamo in un box... soli ... perchè li amiamo e vogliamo il meglio per loro.
E quando non servono più per farci divertire e sono una spesa... spesso, bene che vada (
), finiscono da un commerciante.
Fa riflettere, no?
Vorrei abituare gli occhi e i pensieri delle persone a considerare nel cavallo le stesse potenzialità relazionali di un cane o di un gatto...
Alcuni tra i miei amici, possessori di cavalli, diranno... bella scoperta.
Allora alzo l'asticella e aggiungo...
"e a vedere la sua libertà come la normalità non come un momento di svago di qualche ora (se veramente fortunati) in un paddock."
LIBERTÀ... una parola immensa.
Un concetto con infinite sfumature...
Quante volte l'ho letta e ascoltata negli ultimi due anni.
È stata abusata e anche stravolta a piacere...
Sono giorni che penso al suo significato più profondo... e per me LIBERTÀ è essere liberi di scegliere.
La libertà di scelta intesa come facoltà di pensare e di agire senza interferenze esterne senza obblighi e costrizioni. Facendo attenzione a non credere di essere liberi ma di fatto imprigionati in schemi mentali dipendenti da svariati fattori. Il peggiore di questi, a mio avviso, è l'ignoranza, dal verbo ignorare, quindi (in questo caso) non usato nella sua accezione dispregiativa.
Se io mostro nei miei post lo stile di vita dei cavalli che vivono liberi in un branco allo stato semi brado e "abituo" a considerare la loro condizione LIBERA come la "normalità" (e come dovrebbe essere) potrebbe anche accadere che di fronte ad un cavallo costretto in un box di 3 x 3 (regolamentare per l'Asl) per un giorno intero, quando poi magari sono più di uno e poi possono diventare anche settimane o mesi, le persone si indignino. E lo facciano con cognizione di causa.
E invece sapete solitamente cosa accade? Accade l'esatto opposto. Succede che di fronte ad un cavallo chiuso in un box, con la sua bella coperta e tutti gli accessori più "di moda", le persone vedano il BENESSERE, mentre se guardano i cavalli liberi di stare insieme, di andare dove pare loro, di rotolarsi nel fango, di stare sotto la capannina, o sotto le piante, o di bagnarsi sotto la pioggia o la neve... hanno il disprezzo dipinto in viso e pensano (quando non dicono) che siano cavalli maltrattati.
Perché? Perché non siamo così liberi come pensiamo dai condizionamenti... E non siamo così informati come dovremmo... E ciò che per noi esseri umani è sinonimo di benessere non sempre è tale per gli animali...
Io trovo che parlare di benessere pensando al cavallo, animale sociale e simbolo per eccellenza della libertà e tenerlo chiuso in un box di 3 x 3 (ma anche 4 x 4 eh!)sia oltremodo ridicolo.
E ora immagino il pensiero.. "E va beh ma libero si fa male, si ammala..." (niente di più falso. Anzi)
oppure... "ma non ci sono strutture dove poterlo tenere in un paddock con i suoi simili..."
Invece sempre più centri offrono la pensione per i cavalli con una gestione "etica"
Abituiamoci a pensare in maniera consapevole ed informata e a distinguere ciò che è meglio per noi, da ciò che è meglio per loro.
Il video che ho postato ritrae due maschi che vivono liberi ed insieme... hanno creato un legame di amicizia tra loro, sono quasi sempre vicini al pascolo e quando riposano, lo fanno a turno perché uno possa sempre vegliare sull'altro.
In questo video stanno facendo "mutual grooming" su criniera e garrese.
Questo atteggiamento, oltre alla pulizia l'uno dell'altro (si tolgono il pelo invernale), riduce notevolmente il battito cardiaco, provocando un piacere reciproco e rafforza il legame tra i compagni...
I cavalli, come ho scritto, sono animali altamente sociali e il mutual grooming è uno dei meccanismi che più influisce sull'unità di un branco. Qui ogni cavallo ha uno o più compagni preferiti con i quali tende a trascorrere buona parte della giornata. Non è raro trovarli a coppie in atteggiamento di protezione, intenti nel mutual grooming o nella posizione coda-testa-coda, nella quale la coda di uno scaccia gli insetti dal muso dell'altro...
E invece noi li teniamo in un box... soli ... perchè li amiamo e vogliamo il meglio per loro.
E quando non servono più per farci divertire e sono una spesa... spesso, bene che vada (
), finiscono da un commerciante.Fa riflettere, no?
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