
Sembra ieri quando, ancora bambinetta, scalavo la porta di
quel box della scuderia sotto casa, sempre rigorosamente chiusa con il
lucchetto, all’interno del quale avevo avuto prima l’accortezza di buttare un
secchio di plastica che, girato al contrario, fungeva da scaletta per salire su
di LEI, la mia amica baia pomellata, con quei due occhioni espressivi che mi
guardavano attenti ovunque andassi! Quanto tempo, durante la mia infanzia, ho
trascorso chiusa in quel box, in groppa a LEI, la purosangue che mai mi fu
permesso di montare! Fuori, nel prato, libera, era la mia ombra ed io,
scricciolo, giocavo con lei senza paura alcuna. Buffo vedere come possano
interagire e capirsi un cavallo ed un bambino…I cavalli in scuderia erano
quattro, tre dei quali ho avuto la fortunata possibilità di montare a partire
dall’età di tre anni e mezzo. Ma LEI no! MAI! Mi dicevano “E’ troppo
pericoloso, non riusciresti a fermarla e ti vuole troppo bene”. Impensabile che
una bambina di 3 anni e mezzo possa capire una simile motivazione e infatti mi
sono sempre chiesta come mai, se mi voleva così bene, non la potessi montare.
A sei anni montavo un castrone irlandese, un saltatore che poi così
tranquillo non era, e saltavo con incoscienza ed estrema facilità
ostacoli decisamente altini per la mia età. Lui era un cavallo con una grande
scuola, ma indubbiamente brioso, appartenuto ad un “nome” molto conosciuto
della storia dell’ippica italiana, un cavallo abituato a grandi appuntamenti
internazionali e ad ostacoli importanti ed impegnativi. Provate allora a
spiegare ad una bambina di sei anni perché poteva montare quel cavallo
gigantesco, che dopo aver saltato il primo ostacolo, tutto il successivo
percorso lo faceva soffiando con il naso come un toro, galoppando incappucciato
e sgroppando ogni tanto di “felicità”, ma la purosangue, l’amica con la quale
giocava tutti i giorni nel prato da tre anni, che la seguiva come se fosse
stata la sua ombra e che si faceva prendere quasi sempre solo da lei, beh,
quella non la poteva montare perché “TI VUOLE BENE”.
Dopo anni trascorsi ad osservare, studiare e a lavorare con
gli animali, a conoscerne gli istinti, le reazioni, le differenti attitudini, i
comportamenti e a saperli distinguere tra istintivi ed acquisiti, ecc.. ecc..
sono finalmente riuscita a capire che “non la puoi montare perché ti vuole
bene” in realtà, in quel caso specifico, voleva dire “non la puoi montare per
una questione di cuore”. No, non era malata. Era semplicemente una purosangue,
nata, selezionata ed allenata per correre veloce e lei eccome se galoppava
veloce…. Lei ti dava tutto ciò che aveva da dare oltre l’affetto…, ti dava la
sua velocità… e lo faceva con tutto il cuore.
Un cuore che permette a questi generosi animali, così
estremamente sensibili, di fare cose impensabili quando viene richiesto loro
…come correre e rimontare e poi vincere anche quando non sanno più dove
prendere le forze.. Un cuore generoso che, unitamente a determinate qualità
naturali, fa la differenza e ti fa capire di avere un cavallo speciale.
Non pensate “POVERI ANIMALI”… anche io ho commesso lo stesso
errore fino ad oggi. Mi piacevano le corse ma provavo pena per loro, i cavalli.
Recentemente osservando le dinamiche, gli atteggiamenti, le abitudini, ecc.. in
una scuderia di cavalli da corsa, ho realizzato che a loro…sorprendentemente…
PIACE UN SACCO! Ho visto con i miei occhi la voglia e il piacere che provano
questi cavalli quando vanno in ippodromo e le reazioni di stizza quando
capiscono che non tocca a loro! Mi ha lasciata senza parole vederli impennare e
sgroppare di gioia e poi ancora nitrire per l’emozione quando dai box,
attenti, vedono arrivare il van, perchè forse adesso si parte, si va a correre!
Non sono cavalli fuori di testa come siamo abituati a sentir
dire… Seguono e manifestano il loro istinto di razza, la loro attitudine e
tutte quelle cose (i geni), secondo le quali sono stati allevati, selezionati
ed allenati e lo fanno quasi tutti con il cuore. Troppo spesso ho visto in
questo ambiente poco rispetto per questo “cuore”, così ignorato o dato per scontato
o richiesto perché “dovuto” ….
Quando si ha l’immensa fortuna di poter interagire con un
simile cuore, è necessario essere consapevoli di trovarsi di fronte anche ad
un’estrema e sottile sensibilità che chiede solo di essere riconosciuta,
compresa e rispettata e non di essere presa a calci, bastonate o frustate solo
perché noi siamo incapaci di comprendere il motivo del suo manifestarsi. Un
minimo di conoscenza, RISPETTO, spirito di osservazione, professionalità,
esperienza, sensibilità e passione, così elencati in ordine sparso, fanno
decisamente la differenza e possono trasformare, con pochi e semplici gesti
(quelli giusti), e tanta pazienza, un inappetente drago a tre teste,
considerato un ingestibile essere cattivo (naturalmente non per colpa sua), in
un dolcissimo ed estremamente affettuoso ma pur sempre impegnativo purosangue
che, visibilmente in forma, finalmente sereno perché capito, rispettato e ben
gestito, corre e VINCE, rivelando di avere, se ancora ci fossero stati
dubbi, oltre ad evidenti doti naturali, anche un CUORE grande così.
Se solo il suo proprietario fosse venuto una sola volta
(DICO UNA), a vedere i suoi progressi in scuderia… partendo da quelli
apparentemente più semplici e “banali”, come la sua serietà e “sincerità” nel
box, la sua continua ricerca di dolcezza e “buone maniere”, per non
parlare degli enormi progressi ottenuti durante gli efficaci e costanti
allenamenti mattutini….
Che rabbia e che pena sapere che ORA, l’unico interesse
per il suo proprietario siano i soldi per un ingaggio al Palio..
Che rabbia sapere che a lui poco importa se questo Signor
cavallo, ora proposto al miglior offerente, tornasse ad essere un
inappetente drago a tre teste perché sballottato, incompreso e nuovamente
maltrattato …..
Di sicuro questo proprietario non è animato dalla passione.
Sarebbe ridicolo credere che lo faccia per sentirsi partecipe di un’antica
tradizione, e che la SUA sia una “questione di cuore” è
assolutamente impensabile!….
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